How to choose your business partner
Antonio Vendito marzo 31, 2016 Nessun commento

Per me fare affari con qualcuno come un matrimonio. Il matrimonio può essere visto come un contratto legale tra i coniugi, Che stabilisc e diritti e doveri tra loro e tra loro e i propri figli, proprio come una società in generale. Le persone si sposano per diversi motivi, come questioni giuridiche, sociali, sentimentali, finanziarie, spirituali e religiose.

Quindi, entrare in società può essere visto come un contratto legale tra soci (la maggioranza delle volte azionisti) i quali a loro volta stabiliscono diritti e doveri tra di loro e tra di loro e il business. Proprio per questo motivo commercialisti avvocati raccomando la stesura di un accordo tra azionisti (Del quale parlerò più avanti nell’articolo). I soci in affari si uniscono per diverse regioni, quali la creazione, la gestione e il lancio di un prodotto o servizio nuovo o già esistente sul mercato.

È ovvio che prima di formare la partnership con l’altra persona, bisogna chiarire cosa ci si aspetta da ciascun socio. All’inizio di qualsiasi relazione i coniugi sono felici l’uno con l’altro ma per mantenere la relazione solida e duratura, si devono garantire che tutti gli obiettivi siano raggiunti, sia quelli individuali che quelli societari. Ciascuna persona ha obiettivi individuali differenti, ma ciascun socio deve appoggiare le scelte dell’altro.

In una partnership ciascun socio deve assicurare che entrambi contribuiscano individualmente per garantire che il business abbia successo indipendentemente dalle sue dimensioni.

 

Cosa ci si aspetta dal socio in affari?

Esperienza imprenditoriale

Il caso in cui uno dei soci abbia abilità imprenditoriali limitate, il socio è più esperto può aiutarlo. Rispettivamente all’esperienza del suo socio, egli ti può aiutare a evitare alcuni errori (principalmente durante la fase iniziale) E che di sicuro farebbero risparmiare tempo e denaro.

Da un lato deve essere chiaro cosa ci si aspetta dall’altro socio, quali saranno le mansioni e qui prenderà le decisioni. Un’opzione per avere il socio esperto potrebbe essere quella di cercare un mentore nel campo. Si ha una consulenza quando una persona con più esperienza e conoscenze aiuta un’altra persona ad orientarsi. Il consulente può essere anziano o giovane, ma ciò che importa è Che sia specialista in una determinata area, come finanza, risorse umane, marketing e programmazione software.

 

Denaro

Qualsiasi impresa avrà bisogno di denaro e prima o poi. Semplificando, possiamo dividere in due categorie la necessità di investire in un’impresa: fase iniziale, o start up, e fase di crescita. Ovviamente l’investimento iniziale si ha solamente una volta quando il business è stato stabilito e confermato; esso è composto da denaro per strutturare l’impresa (equipaggio, mobilia, stock e altro) e capitale liquido per finanziare l’impresa fino a quando i costi non saranno coperti. Se il suo obiettivo e crescere sempre più, arriverà il momento in cui avrà bisogno di altro denaro per aumentare la struttura dell’impresa. Per esempio trasferirsi in un edificio maggiore, assumere nuovi dipendenti, acquistare un software o equipaggiamento nuovo.

Il socio può contribuire finanziariamente all’impresa. In questo caso, diventa un socio azionista e come tale vorrà ricevere i soldi investiti con un ritorno finanziario positivo. La velocità con cui si aspetta la restituzione dell’investimento può essere ciò che terrà la sua impresa aperta. È da evitare un socio azionista con limitata conoscenza del business.

Il socio azionista può scegliere di acquistare alcune azioni con l’opzione di venderle in futuro o no. Inoltre un socio può aiutarla nella direzione dell’impresa o solo investire in essa. Ci si deve assicurare di aver capito tale differenza. Non ci si può lamentare di un socio che non lavora quotidianamente nella gestione dell’impresa se ciò non è stato accordato inizialmente.

 

Altra opzione è quella di ottenere un finanziamento, o prestito. Spieghiamo cos’è veramente un prestito, ossia denaro prestato da un individuo (può essere un membro della sua famiglia, un amico o qualcuno con cui non si ha parentela), un’organizzazione (società di credito o banca) o un’altra entità. È la cessione di un credito da un soggetto (cittadino privato o ente di credito) ad un altro soggetto dietro il pagamento di tassi di interesse. Il prestito può essere garantito e non garantito. Si noti che il prestito va ripagato, eviti che il suo nome sia citato come debitore (cattivo pagatore) dal creditore (cittadino privato o ente di credito). Inoltre, si assicuri che il suo credito (prestito) sia calcolato per non sollecitare altro denaro in  futuro. I creditori non amano persone che non conoscono il proprio business e di quanto flusso di cassa richiede per essere efficiente.

 

Socio attivo

A volte avere un socio attivo nel business può predisporre le basi del successo. Tutti noi abbiamo punti forti e debolezze. Per esempio, in base alla mia esperienza, la maggioranza dei nostri clienti più creativi non è si destreggia bene nella gestione e amministrazione dell’impresa. Alcuni dei migliori RAPPRESENTANTI che conosco personalmente odiano le mansioni amministrative. È preoccupante vedere come molti di loro non vogliono nemmeno sapere la performance finanziaria mensile dell’impresa. Avere un socio che capisca i doveri amministrativi può essere d’aiuto se si ha questa debolezza. Ma si assicuri che il socio capisca veramente ciò che ci si aspetta da lui/lei. A volte invece di avere un socio, si può assumere un nuovo dipendente che possa svolgere la stessa mansione. Per favore, si ricordi che l’impresa deve pagare lo stipendio del nuovo funzionario. Se si è disposti ad avere un socio attivo, entrambi dovrete accordare quanto guadagnerete. Quello che vedo come regola generale delle piccole imprese è: il socio che lavora attivamente nell’impresa, riceve uno stipendio; quello che non lavora non lo riceve. Il sacrificio è necessario a volte, soprattutto nella fase iniziale. Ho conosciuto molti direttori che hanno rinunciato al proprio stipendio durante il primo, il secondo e addirittura il terzo anno per garantire che l’impresa abbia liquidità sufficiente per le spese quotidiane e è per investimenti futuri. Perché dovrebbe prelevare il denaro dall’impresa che sarà la sua fonte di rendita in futuro?

Non ha senso allocare tempo ed energie in un impresa che può fallire solo perché lei ha deciso di assegnarsi uno stipendio e che quindi può portare ad un sacrificio nel successo. Rifletta parecchio su questo punto.

 

Rete di soci in affari (clienti e fornitori) 

 

Anche avendo l’idea imprenditoriale più innovativa, non sempre significa che il suo business avrà successo. La mancanza di clientela o una vendita non sufficiente per coprire costi e spese, costituisce un pericolo finanziario molto alto.

Un socio con buone conoscenze la può presentare a probabili clienti, che possano generare vendite. In alcune imprese dirette da un numero ristretto di partecipanti, l’essere presentati ad un acquirente importante , può apportare un enorme vantaggio all’impresa. È necessario assicurarsi che il socio sia onesto in tali presentazioni e raccomandazioni. Si potrebbe addirittura stendere un contratto con la clausola che il possibile socio diventi tale quando la introduce ad un possibile cliente. Si ha anche un altra opzione: non si è obbligati ad associarsi con l’altra persona, si potrebbe semplicemente stabilire una rapporto commerciale, nel quale l’impresa si impegna a pagare una commissione per ogni contatto che riesce a generare.

Anche un contatto con un grosso fornitore può aiutare la buona riuscita dell’impresa. In questo caso, il socio può agganciare il fornitore di cui abbiate più bisogno. Anche qui si potrebbe stipulare lo stesso contratto: l’impresa può offrire una percentuale su ciascun fornitore contrattato invece di registrarlo come vero e proprio socio.

….Ho conosciuto una partnership imprenditoriale che funziona perfettamente perché il direttore ha conoscenze tecniche e manageriali per fare questo lavoro e ha introdotto un amministratore e dirigente …. ?????

 

Socio in affari all’estero

Avere un socio che lavori all’estero e quindi sotto diversa legislazione puo’ essere una buona idea. Nel frattempo si deve il candidato ideale. Se si ha bisogno di qualcuno che possa strutturare il suo business internazionalmente e amministrarlo in un paese che non si conosce, allora ci si deve affidare a qualcuno dedito al lavoro. Si assicuri di chiedere referenze precedenti. Nella mia opinione molte persone parlano piu’ di quello che fanno realmente. Un individuo puo’ essere il rappresentante dell’anno ma se si necessita di altro tale persona non se ne assume la responsabilita’. Una soluzione potrebbe essere nel trovare un impresa ben strutturata che venda e distribuisca ii suoi prodotti e servizi. In questo caso si assicuri di realizzare una stesura di un contratto dettagliato per evitare problemi futuri.

 

Quali sono le opzioni quando una partnership non procede come ci si aspettava?

Ritornando alla comparazione con il matrimonio, alcune coppie vivranno insieme per sempre, altre passano momenti difficili. L’unico modo per risolvere qualsiasi disguido e’ quello di conversare. Il divorzio e’ la fine di un matrimonio o unione coniugale, l’annullamento e/o la riorganizzazione dei doveri e responsabilita’ legali. Cosi’ come il matrimonio e’ considerato un contratto, la combinazione di due persone, il rifiuto o l’inabilita’ di uno dei due soci nel realizzare le obbligazioni stipulate nel contratto, puo’ costituire ragione di divorzio.

Se la relazione imprenditoriale non sta andando come previsto, io consiglio di riunirsi con l’altro socio e discutere i vari problemi. L’ideale sarebbe stabilire una riunione mensile per discutere di tale relazione. Il non parlare apertamente con il proprio socio puo’ costare tempo e denaro.

Se necessario si puo’ indicare un’altra persona (suggerisco un avvocato) per mediare le riunioni tra lei e il suo socio. Se la presenza del mediatore non aiuta a migliorare la relazione imprenditoriale, allora si potrebbe optare per le seguenti soluzioni:

  • Vendere le azioni all’ altro socio

Questa opzione si spiega da sola: un socio puo’ comprare le azioni dell’altro. Una stima indipendente dell’impresa puo’essere fatta per assicurare che il prezzo proposto per le azioni non sia sovrestimato o sottostimato. Se non e’ chiaro si puo’ richiedere una seconda o terza valutazione per stabilire il prezzo corretto.

  • Vendere le azioni per una nuova persona o organizzazione

Nella maggioranza dei casi (piccole e medie imprese) le azioni di un socio devono essere offerte inizialmente agli altri azionisti. Mi permetto di raccomandare una consulenza con un avvocato prima di stabilire qualsiasi accordo tra venditore e acquirente.

  • Vendere l’impresa completa ad una persona o un organizzazione

In questo caso si deve trovare un acquirente; e’ importante tenere a mente che il business deve essere in bilancio positivo per essere allettante. Un impresa di un milione in perdita dell’1% e’, generalmente, meno attrattivo per gli investitori di un business di centomila con un utile del 20%.

  • Dividere l’impresa (clienti)

Non conosco molti soci che dividono l’impresa di pari forma. Di solito, uno dei soci lascia l’impresa e ne apre una nuova nello stesso settore. Cosi’ dividono ugualmente il numero di clienti.

  • Chiudere l’impresa

Ultima opzione da considerare, entrambi i soci decidono di chiudere il business. Entrambi ne usciranno a mani vuote.

 

 

Questo articolo e’ stato redatto principalmente per le persone con rapporti in societa’a responsabilita’ limitata, anche se molti concetti possono essere usati in altre strutture giuridiche.

Il contenuto diquesto articolo e’ meramente informativo. Moltissime partnership lavorano con successo.

 

Per commenti, suggerimenti o dubbi sull’articolo, non esiti a scivermi all’indirizzo email antonio.v@verticeitaly.com

 

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