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Antonio Vendito maggio 16, 2017 Nessun commento

Conoscete nessuno che abbia avuto un business di successo per un paio d’anni ed improvvisamente abbia chiuso?

Mai sentito parlare di imprenditori che abbiano speso anni a reinvestire nel business solo per ritrovarsi a guadagnare sempre meno denaro o, peggio, a lavorare in perdita?

E chi conosce quei proprietari di imprese che lamentano una mole di lavoro sempre crescente a fronte di un conto in banca sempre più esiguo? Invero non ne ho solo sentito parlare ma mi sono trovato nella stessa barca delle volte. Tuttavia, dal momento in cui ho capito il concetto di “punto di pareggio” (Break Even Point), non mi sono mai più trovato nella stessa spiacevole situazione. Mi piacerebbe condividere alcuni consigli con voi, e fornire al contempo un esempio pratico da analizzare.

Prima di tutto, vorrei spiegare con precisione cosa si intenda per punto di pareggio.

Il punto di pareggio è il punto in cui i costi totali di gestione ed i ricavi si equivalgono: non vi è nè un guadagno nè una perdita, si è semplicemente “chiuso in pari”. In poche parole, punto di pareggio significa che i costi di gestione sono stati coperti ma il profitto di impresa è uguale a zero.

Qualunque impresa deve sostenere costi e spese di natura generale, e qualunque imprenditore deve essere consapevole di quante unità di un certo prodotto o servizio è necessario vendere per poter coprire i costi di gestione e le spese summenzionate.

I costi di gestione significano ad esempio quanto serve per comprare il prodotto da rivendersi o potrebbe anche significare le materie prime o la manodopera necessaria qualora la tua impresa fosse direttamente coinvolta nel processo produttivo.

Il costo variabile totale cambia a seconda dei livelli di produzione o di vendita. Le spese di gestione non aumentano o diminuiscono in base a questi due elementi. Ora analizziamo il nostro esempio per capire meglio.

Prendiamo in questo caso una macelleria (che chiameremo Labaldi) dove si compra e si vende controfiletto al kilo. Poniamo che il macellaio compri la carne a 18.20€/kg e cerchi di rivenderla a 24.50€/kg. In questa situazione il ricavo lordo che ne conseguirebbe sarebbe di 6.30€/kg.

Il ricavo lordo è un numero molto importante perchè da a Labaladi un’idea di quelli che potranno essere i soldi guadagnati dalla vendita di controfiletto al kilo.

Per calcolare il margine di profitto lordo Labaldi deve dividere il profitto lordo al kilo (6.30€) per il prezzo totale al kilo della carne (24.50€). Il margine totale di profitto in questo caso sarà del 34.62% (6.30€/24.50€).

La macelleria ha anche delle spese di gestione da affrontare, quali affitto, utenze, marketing ed un impiegato a tempo pieno, per un costo totale di 6300€. Ripetiamo ancora una volta il concetto per cui queste spese non cambiano a seconda di quanti kili di controfiletto vengano venduti da Labaldi.

Ho classificato la manodopera come un costo di gestione perchè secondo me il costo della manodopera nella piccola impresa va considerato in maniera differente rispetto alla grande impresa. Nelle grandi imprese la manodopera viene sempre considerata un costo diretto, ma vorrei semplificare ulteriormente:
Per calcolare il punto di pareggio è necessario dividere i costi di gestione totali per il profitto lordo. (€).

Punto di pareggio = Costi totali di gestione/profitto lordo
Calcoliamo ora il punto di pareggio per la macelleria Labaldi:
Punto di pareggio = € 6.300/€ 6,3 = 1.000 kili di controfiletto

Labaldi dovrà dunque vendere 1000 kili di bistecca di controfiletto per coprire tutte le spese del negozio. Se Labaldi cominciasse a vendere 1000 più 1 kilo, a questo punto si comincerebbe a parlare di un profitto. Vendendo 999 kili, Labaldi sarebbe in perdita.

Ora, ipotizziamo che Labaldi apra domani per la prima volta e vediamo cosa succede nei primi 18 mesi di attività.

 

puntoBilancio

puntoBilancio2

 

Si può subito notare come la linea gialla, che rappresenta i costi di gestione, non cambi mai, e si sposti solamente dopo 10 mesi, quando Labaldi apre un secondo negozio.

La linea rossa rappresenta i costi variabili di gestione e la linea blu il totale di costi e spese di gestione. Le vendite totali sono rappresentate dalla linea verde ed ogni qual volta la linea verde passa al di sotto di quella blu significa che il business è in perdita. Nel caso opposto, quando viaggia al di sopra della linea blu, allora siamo in un periodo di profitto. I punti in cui si incontrano rappresentano punti di pareggio.

Quali sono i vantaggi del calcolare il punto di pareggio?

  • Sapere quante unità di un certo prodotto devono essere vendute per chiudere in pari. Così sarà più semplice fornire obiettivi  ai membri del reparto vendite;
  • Si sarà naturalmente portati a cercare modi di incrementare la produttività dell’impresa per ridurre i costi totali di gestione;
  • Essere sempre consapevoli di quante unità sarà necessario vendere in più se i costi di gestione dovessero salire;
  • Si cercherà sempre di diminuire i costi diretti di gestione (comprando più a buon mercato e cercando fornitori alternativi);
  • Sarà possibile calcolare se il business dovesse necessitare di capitale circolante aggiuntivo per tenere a freno eventuali perdite;
  • Sarà di grande aiuto nel prendere decisioni esecutive più ragionate;
  • Sarà inoltre possibile calcolare per ciascun prodotto o servizio quale sia il loro contributo marginale (prezzo – costo totale di vendita)

A questo punto non resta altro che seguire il mio esempio e calcolare il punto di pareggio del vostro business.

 

Se aveste domande, non esitate a mandarmi una mail.